Sentire

Le cellule, stimolate dall’ambiente esterno, trasmettono informazioni al cervello, l’uomo così inizia a sentire.

Prendi una manciata del tuo tempo, sposta lo sguardo e senti.

Vista: si estendono avvinghiati e stretti, sono robusti e nervosamente intrecciati i cavi che come spaghetti al nero di seppia corrono alti lungo ogni via.  Intanto, attorno, è il trionfo del colore. Il giallo del curry incontra il rosso e il blu dei tendoni a difesa dai consueti monsoni che attirano insetti ed affollano barche e bancarelle. Abiti leggeri, senza traccia di nero, contrastano con la pelle arsa da sole e fatiche, e con quei bianchi sorrisi facenti diventare occhi piccole fessure che, contornati da rughe narranti, scaldano il cuore.

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Udito: Mentre l’orecchio si abitua in taxi e battelli alle neo melodie thailandesi, prezzi urlanti lo distraggono nella giungla urbana della New York orientale.

E’ tardo pomeriggio ed intorno a me si scorgono solo monaci erranti. Un silenzio mistico attraversa il wat, tra i sospiri di gruppi di arancio vestiti si riesce a percepire le loro promesse. A corredo della cenere degli incensi che dolcemente cade sul letto di sabbia, un fiore di loto viene posato sull’altare.

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Olfatto: respirano gentilmente, davanti ad un pad-thai che la noia mangia nella notte, sedute a terra mentre lavano in grandi bacinelle panni o piatti sporchi. Il profumo del detersivo coperto dal troppo sporco, dai fumi dei motori in quel traffico che non conosce stop. Odore di strada, di alghe fritte unite a frutti maturi, della paglia di seggiole di chi si concede una sosta, delle mani e dei capelli di commercianti anziani che rincasano dopo aver scritto a mano l’ultimo scontrino della giornata.

Nell’imbottigliamento della metro e nelle larghissime  strade, forti, acri, misti, odori che non ti abbandonano mai.

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Gusto: 10 bath, il prezzo della salvezza quando la lingua si dimena, cercando l’acqua, disponibile in ogni scenario. Modesti ingredienti giocano con le spezie in un campo di abbondante peperoncino. La papaya litiga con una Chang beer mentre l’uovo insaporisce i wok.

Il caldo è poesia per dissetanti frutti tritati in centrifugati venduti in sacchettini ghiacciati.

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Tatto: l’aria è appiccicosa per le strade, l’umidità tangibile. Il lenzuolo fresco e croccante di una stanza al 26°piano avvolge l’occidentale ed è alieno per un lavoratore locale che saluta il giorno indossando una maglietta sudata, palpando remi che sanno di fatica, di devozione e di tradizione. 

L’approdo non avviene direttamente sul pontile dell’isolotto. Quando 10 longboats si accostano parallele l’una all’altra sia assiste al pier ballerino. Si salta da barca a barca , dove la vernice colorata del legno prima bagnato e poi cotto al sole si sente sotto i piedi come se avesse la consistenza di crosta di crema catalana.

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Siamo ad Ayutthaya, nel Ratchaburi, a Bangkok e nel Golfo del Siam

Siamo dove, abbandonando se stessi si viene travolti, avvolti e stupiti da un viaggio che muove tutti e cinque i ความรู้สึก.

Sawasdee ka

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49 thoughts on “Sentire

  1. Condividere un viaggio tramite i ricordi può essere faticoso, coinvolgere invece con immagini colorate, profumate e rumorose trasforma chi ti ascolta in una parte attiva del racconto, quasi come se potesse davvero udire quei suoni, vedere quei colori ed inebriarsi dei profumi….
    Davvero delle belle parole, delicate ma insieme molto intense!

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  2. Occorre un animo molto particolare per descrivere così le cose. Una capacità di lasciarsi permeare continuamente, senza per forza decidere di fissare i particolari nel momento in cui accadono, ma aprendo completamente se stessi all’esperienza. Mi somiglia molto… mi capita sempre così. Non cerco di “fissare” le sensazioni nell’istante in cui accadono o vedo le cose, é come se tutto di me raccogliesse e poi fossero le cose ad imprimersi in me per poi uscire dopo, quando tutto si allenta…

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    1. Hai una grande sensibilità ed empatia…

      Credo che le sensazioni sono come
      semi che entrano in noi. Piccoli all’inizio, non si riescono neanche a sentire. Poi crescono, si fanno spazio negli schemi quotidiani e sbocciano…

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  3. Che bello questo tuo post! Mi è piaciuto davvero molto il modo di descrivere i luoghi, a partire dai 5 sensi. E’ una cosa utile, aiuta a immergersi nell’atmosfera. Guardando certe fotografie, mi sono sempre chiesto che suoni ci fossero nel luogo catturato, che odori… e tu hai reso benissimo questa cosa. Grazie per avermi regalato un viaggio sensoriale, bellissimo!

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